“Casa Memoria: un’esperienza indimenticabile”
Caro diario,
giorno 14 aprile con la scuola siamo andati a visitare la ‘’ Casa Memoria ‘’ di Peppino Impastato . Giunti là ci ha subito accolto una ragazza molto gentile di nome Marina che ci raccontato tutta la storia di Peppino, un ragazzo figlio di un mafioso che ha lottato con tutte le sue forze fino all’ultimo per far regredire la mafia. La ragazza, Marina, ci ha raccontato che fino al 2004 era Felicia Impastato, la madre di Peppino, ad accogliere tutti gli interessati e inoltre ha voluto lasciare la casa sempre aperta anche dopo la sua morte. Poco dopo è intervenuto anche Giovanni Impastato, il fratello. E’ stato molto entusiasmante parlare con lui perché ha risposto a tutte le nostre domande, affrontando l’argomento da un altro punto di vista anche perché ha vissuto anche lui questa situazione.
Siamo rimasti tutti molto colpiti dalle sue parole, dal modo in cui ricordava suo padre, un mafioso che ha rinunciato alla sua vita per proteggere suo figlio nonostante fossero in continuo contrasto. Lui stesso ci ha confermato che ha ammirato suo fratello per il coraggio dimostrato. Mi è rimasto impresso quello che ha detto Giovanni riguardo Peppino che non ha accettato le condoglianze dei mafiosi per la morte del padre e anzi, quando i mafiosi gli volevano stringere la mano, lui si è messo con le mani dietro la schiena alludendo ad un rifiuto. Abbiamo anche compreso il profondo dolore che lui e sua madre hanno provato alla
morte di Peppino e la rabbia quando alla radio hanno parlato di un semplice suicidio. Io personalmente ho ammirato molto Felicia che non ha voluto vendicare il figlio ma ha lottato aprendo questa ‘’ Casa Memoria ‘’ per sensibilizzare, non soltanto noi giovani, e per farci riflettere su quanto sia terribile e ingiusta la mafia. Come ho già detto prima è stata un’ esperienza indimenticabile e lo è stato ancor di più partecipare con tutta la mia classe.


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