Lettera di Valerio
Caro Luca,
ti ho raccontato spesso che partecipo al progetto P.O.R. “Legalmente” a scuola, ma una cosa che ancora non ti ho detto è che parliamo spesso della mafia, che purtroppo oggigiorno è sempre più frequente al sud. Dopo aver visto il film “I cento passi”, il 14 aprile insieme ad i miei compagni siamo andati a visitare la “Casa memoria” di Peppino Impastato. Ad accoglierci fu Marina, una guida che ci ha introdotto la storia di Peppino; poi arrivò il fratello di Peppino che ci ha descritto il carattere di Peppino e il rapporto con il padre.
Ci dissero che Peppino riuscì a ridicolizzare i mafiosi di Carini tramite la propria radio,”Radio Aut”. Peppino si volle candidare alle elezioni amministrative, alle quali però non partecipò perché il giorno prima lo uccisero. Dopo tempo, la madre spinta dalla voglia di continuare il progetto del figlio aprì la propria casa a tutti i ragazzi e alle persone che volevano visitarla o conoscere la storia di Peppino. Parlando con il fratello ho capito le emozioni e le tensioni che si provavano in quella famiglia perché il padre di Peppino era mafioso e contrastava le idee del figlio. Questa esperienza mi ha lasciato qualcosa, una forza dentro che mi fa lottare contro questi fenomeni mafiosi. Peppino è stato uno dei tanti uccisi dalla mafia, ne potrei elencare a quantità industriale, soltanto perché hanno esposto le proprie idee in maniera più vivace. Penso e spero che anche i miei compagni abbiano provato le mie stesse emozioni, che è difficile descrivere ma le senti dentro. Ti lascio con il suggerirti di vedere questo film con attenzione e informarti sulla storia personale di Peppino. E ricordati sempre che “La mafia è una montagna di merda”, come diceva Peppino Impastato. Fatti sentire e dimmi se hai provato le mie stesse emozioni.


Legalmente su Facebook
Twitter