Peppino è vivo
Giorno 14 aprile 2011 con il P.O.R legalmente organizzato dal liceo classico Umberto I di Palermo, ci siamo recati in visita a Cinisi alla casa memoria di Peppino Impastato.
Precedentemente durante lo svolgimento del corso abbiamo affrontato il tema della legalità tramite dei brain storming e con la visione del film “I cento passi” che parla proprio della vita di Peppino Impastato. Giuseppe Impastato, meglio noto come Peppino, è stato un politico, attivista e conduttore radiofonico italiano, famoso per le denunce delle attività della mafia in Sicilia, che gli costarono la vita. Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato nacque nella primavera del 2005 dal bisogno di diffondere la verità e chiedere giustizia contro la violenza mafiosa. Felicia la mamma di Peppino è stata la prima donna entrata a far parte, dopo il matrimonio, di una famiglia mafiosa che, in seguito alla tragica perdita del figlio, ha deciso di ribellarsi ai dettami della cultura dell’omertà e all’imposizione del silenzio aprendo le porte della sua casa a quanti fossero interessati alla verità ascoltando le sue semplici parole. E’ stato veramente interessante poter vedere di persona i luoghi del film e entrare davvero a contatto con la realtà di tutti i giorni che Peppino ha vissuto , vedere la sua casa il luogo in cui è cresciuto e si è sviluppata la sua formazione. Ascoltare e rivivere gli eventi della vita attraverso le parole del fratello è stata un’ esperienza veramente commovente . L’eredità che Peppino ci ha lasciato è immensa come lo è stato il suo coraggio, il coraggio di opporsi alla mafia nonostante egli vivesse in un ambiente totalmente controllato da essa. Grazie all’esempio di uomini grandi come lui le generazioni future potranno cercare di costruire un futuro libero dall’ omertà e dalla mafia. Come disse Giovanni Impastato fratello di Peppino: “Incontro tanti giovani, alcuni mi dicono che la vita di Peppino li invoglia ad informarsi e fare informazione tra i loro coetanei, alcuni mi dicono che vogliono iscriversi a giurisprudenza per tentare di fare i magistrati, altri organizzano una mostra-denuncia contro l’abusivismo edilizio del loro Comune…Come “eredità” non è poco.”


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